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Riserva Naturale Alpe della Luna​

Uno scrigno di ricchezze naturali conservate in un ambiente integro e selvaggio​

Ampi crinali ricoperti di boschi, vallate percorse da torrenti, pareti di arenaria e cascate.​

Valtiberina Toscana territorio Badia Tedalda
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La Riserva Naturale Alpe della Luna

Ampi crinali ricoperti di boschi, vallate percorse da torrenti, pareti di arenaria e cascate. Questa è la Riserva Naturale dell’Alpe della Luna: uno scrigno di ricchezze naturali conservate in un ambiente integro e selvaggio, attraversato solo da strade forestali e sentieri. Un luogo magico e ricco di leggende che ha ispirato, tra l’altro, l’arte di Piero della Francesca.
La Riserva Naturale dell’Alpe della Luna, spartiacque tra l’alta valle del Tevere nel versante tirrenico e quella del fiume Marecchia nel versante adriatico, è racchiusa tra i comuni di Badia Tedalda, Pieve Santo Stefano e Sansepolcro.

La Ripa della Luna

Uno dei luoghi più caratterizzanti ed affascinanti è la Ripa della Luna, una parete rocciosa di 200 metri di altezza a forma di falce di luna, situata nel versante settentrionale del Monte dei Frati, il più alto dell’Alpe della Luna con i suoi 1453 metri. Parrebbe che la Riserva Naturale abbia preso il nome proprio da questa roccia dalla forma “lunare”, oppure dagli antichissimi riti rivolti alla luna che si svolgevano proprio qui. 
La geologia dell’Alpe della Luna ricalca quella di molti rilievi di questo tratto di Appennino, come la dorsale di Monte Nero nell’omonima Riserva. Responsabile di queste analogie è una storia geologica comune, data dalla Formazione Marnoso Arenacea, caratterizzata dall’alternarsi di strati di arenaria, marne e argilliti, come si può ben vedere nella Ripa della Luna.

Specchio della luna riserva naturale alpe della luna badia tedalda

Flora e Fauna

In quota si trovano le foreste di faggio mentre più in basso si hanno boschi di cerro, carpino nero e boschi misti, caratterrizzati da una particolare ricchezza di specie rare. Tra le specie arboree sono presenti l’acero montano, l’acero riccio, il tiglio nostrano, il frassino maggiore, l’olmo montano e il tasso. Le praterie invece ospitano un ricco popolamento di orchidee, tanto da rientrare tra gli habitat prioritari per la Comunità Europea. 

Qui si possono incontrare animali selvatici: cinghiali, caprioli, scoiattoli, daini, istrici, tassi, lupi, volpi, lepri, puzzole, e uccelli quali i picchi, i colombacci, gli allocchi, i tordi, le cince, le ghiandaie e rapaci come la poiana, lo sparviero, l'astore, il lodolaio e anche esemplari di aquila reale.

L’Acqua

Uno dei principali elementi che caratterizza il territorio dell’Alpe della Luna e di Badia Tedalda è la presenza dell’acqua, in tutte le sue forme: sorgenti, torrenti, fossi, cascate (Presalino, Ripa della Antella, Contea di Gorgoscura) e gorghe. Infatti, dalle verdi dorsali delle nostre montagne nascono il Marecchia (M. della Zucca –  1263 m. slm), il Metauro (M. Maggiore – 1384 m. slm) e il Foglia (M. Sovara – 1003 m. slm).
Dai pendii settentrionali dell’Alpe della Luna si origina il torrente Presalino, alla cui confluenza con il fiume Presale nasce la suggestiva e omonima cascata - la Cascata del Presalino. Distante circa 1,5 chilometri dal centro abitato di Badia Tedalda, qui possiamo fermarci e goderci in tutta tranquillità una bella giornata in mezzo al verde grazie all’area turistica attrezzata adiacente alla cascata, perfetta per organizzare pic-nic in compagnia!
La Cascata del Presalino, pur non facendo parte dell’area della Riserva Naturale, resta un riferimento importante per quest’ultima: infatti ne costituisce il “portale d’ingresso” dal lato settentrionale, grazie ad un sentiero che da qui permette di raggiungere i crinali dell’Alpe della Luna.

Le rarità naturali dell’Alpe della Luna 

Una natura incontaminata da contemplare

Il Cardo dell’Alpe della Luna

Cirsium alpis-lunae

Questa specie è conosciuta solo dal 1991, anno in cui fu per la prima volta identificata sull’Alpe della Luna. L’aspetto è simile a quello di un cardo, con foglie pungenti e fiore composto, formato cioè da tanti piccoli fiori riuniti in un capolino. E’ una pianta che vive esclusivamente su versanti in frana e detriti rocciosi, il che ne spiega anche l’isolamento e la rarità. La quasi totalità degli esemplari di questa specie, infatti, è confinata sulla dorsale dell’Alpe della Luna, ma ne è stato segnalato un più piccolo popolamento all’interno della Riserva Naturale Alta Valle del Tevere – Monte Nero. La salvaguardia del Cardo dell’Alpe della Luna è importantissima per evitare l’estinzione di questa specie.

Ophrys bertoloni riserva naturale alpe della luna

Le orchidee spontanee

di Badia Tedalda

Il vasto e incontaminato territorio del Comune di Badia Tedalda, non può che ospitare una ricca biodiversità; la conoscenza della varietà e della distribuzione delle specie vegetali presenti, rappresenta, sì, un rilevante fattore di ricchezza botanica, ma soprattutto un impegno per la concreta protezione, conservazione e salvaguardia di questo patrimonio naturale. In questo senso va la nostra particolare attenzione a quello che è l’universo delle orchidee spontanee. 
È così che nel 2015 nasce, dalla collaborazione con il Prof. Loris Bagli, uno dei maggiori esperti nel campo delle orchidee spontanee, l’idea di dedicare un’intera domenica – tra fine maggio e inizio giugno – alle nostre orchidee; una giornata in cui, attraverso piccole escursioni nel territorio dell’Alpe della Luna, andiamo a scoprire ed osservare dal vivo i meravigliosi esemplari di orchidee e gli ambienti naturali nei quali essi sono distribuiti. Una giornata per promuovere la conoscenza, l’attenzione e la cura verso il nostro affascinante e unico patrimonio naturale.

Il Lupo

Canis lupo

Il lupo è un mammifero carnivoro, facente parte della famiglia dei canidi, la cui struttura fisica e il comportamento sociale sono il risultato dell’adattamento alla caccia di grandi prede selvatiche come gli ungulati. Il branco è una struttura sociale complessa, dove gli individui si spostano, cacciano, si nutrono, vivono insieme. Ogni branco occupa il proprio territorio, delimitandolo con marcature visivo-olfattive ed acustiche, come l’ululato. Negli ecosistemi naturali il ruolo del lupo è fondamentale per mantenere un corretto equilibrio nelle popolazioni di erbivori. 
Tra le cause di minaccia, oltre all’uccisione illegale e all’impatto accidentale con gli autoveicoli, è rilevate l’inquinamento genetico dovuto dall’accoppiamento con i cani, da cui si originano ibridi a loro volta fecondi. I conflitti con l’attività zootecnica si stanno riaccendendo in alcune aree per l’aumento demografico del lupo e richiedono campagne efficaci di prevenzione e risarcimento danni, di controllo dei cani randagi, ma anche e soprattutto di educazione e sensibilizzazione verso le problematiche di conservazione di questo predatore, considerato una specie a tutela prioritaria dell’Unione Europea.

rosalia alpina riserva naturale alpe della luna

La Rosalia Alpina 

Fa parte della famiglia delle Cerambicidi ed è un coleottero inconfondibile per il suo bel colore azzurro a macchie nere; lungo dai 20 ai 38 mm, ha il suo habitat ideale nelle vecchie faggete, dove la larva vive per circa tre anni nel legno marcescente dei tronchi morti, per poi uscirne come adulto in estate. Gli adulti sono caratterizzati da lunghe antenne che nel maschio arrivano addirittura a superare la lunghezza del corpo. La Rosalia Alpina ha una distribuzione molto sporadica in Toscana ed è una specie di interesse regionale e comunitario a priorità di conservazione, in tutta l’Unione Europea. Le minacce più grandi per questa specie derivano dal taglio dei grandi alberi e dalle operazioni di “ripulitura” del bosco. 

La leggenda dell’Alpe della Luna 

“Quando la Luna sembra appoggiata sull’Alpe, se uno potesse toccarla, tutti i suoi desideri sarebbero esauditi.”

Siamo nel Medioevo, quando il giovane conte Manfredi di Montedoglio conobbe Rosalia, figlia del Signore e Podestà di Colcellalto. I due giovani si innamorarono pazzamente l’uno dell’altra, ma purtroppo il loro amore non poteva essere approvato dai Montedoglio, i quali, non avrebbero mai permesso che un loro rampollo sposasse una “nobiluccia di campagna”.  Tuttavia, con la scusa di visitare il possesso di Badia Tedalda, Manfredi andava spesso a Colcellalto dalla sua innamorata. 

Nelle sere di luna piena, mentre i due giovani stavano a sussurrarsi frasi d’amore al balcone come tutti gli innamorati, Rosalia diceva: “Vedete, Messere, se, quando la luna sembra appoggiata all’Alpe, uno potesse toccarla, potrebbe chiedere ciò che vuole e sarebbe esaudito. Inoltre raccontano i vecchi che sull’Alpe ci sono immensi tesori. Ma nessuno è mai riuscito a toccare la luna e a prendere i tesori. Qualcuno che è andato, non è più ritornato, perché l’Alpe è della luna e lei uccide chi osa avvicinarsi”.

Fu così che una mattina di maggio il giovane Manfredi decise impavido di andare sull’Alpe per toccare la luna e impossessarsi del favoloso tesoro, convinto che quando sarebbe tornato con tutte quelle ricchezze nessuno avrebbe più potuto ostacolare il loro matrimonio. Rosalia, che oltre ad essere molto bella era anche molto coraggiosa, volle a tutti i costi accompagnare il suo innamorato nella sua avventura: sellati due cavalli, partirono alla volta dell’Alpe. Nessuno li ha visti mai tornare.

Alcuni secoli fa, carbonai e boscaioli raccontavano che nelle notti di plenilunio udivano il galoppo di due cavalli e vedevano due ombre vicine, con le mani protese in alto, nel disperato tentativo di toccare la luna.

Itinerari naturalistici e storici

Percorsi immersi nella storia e nella natura incontaminata dell’Appennino Tosco-Romagnolo