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Monte Verde

lunghezza percorso: 5.5 km
Dislivello: 472 mt
difficoltà: E
PUNTO DI PARTENZA: Passo di Viamaggio
RITORNO: per lo stesso percorso
A piedi
Abbigliamento tecnico

Vi consigliamo di scrivere o chiamare l’Ufficio Turistico per verificare lo stato di percorrenza dell’itinerario

Itinerario

Il punto di partenza è il Passo di Viamaggio. Si lascia l’auto nei pressi del Bar L’Alpe e si imbocca il sentiero CAI n. 00 (i segnali sono di fianco alla struttura del Bar). Adesso non c’è che da seguire il sentiero in costante ma non faticosa salita fino a Monte Verde, per circa un’ora di cammino.
Lungo tale sentiero, collocate quasi sempre ai suoi margini o nelle vicinanze, sono avvistabili resti di postazioni per fucilieri e mitraglieri, destinate a difendere l’eventuale attacco terrestre al Passo di Viamaggio, dove erano invece posizionate le batterie della contraerea e pezzi di artiglieria che sparavano verso la Valle del Tevere. Più precisamente, salendo, appena finito il rimboschimento, sulla sinistra sono visibili i primi due resti; poco più avanti altre due postazioni di tiro, sempre vicine al sentiero; ed infine – più discoste dal sentiero – due postazioni per mitragliatrici: si trovano poco sotto la sommità di un poggetto con la cima “spianata” (probabile punto di osservazione).

D’estate la folta vegetazione rende un po’ difficoltoso l’avvistamento, ma va ricordato che questa dorsale nel 1944 era quasi priva di vegetazione di alto fusto e dunque le postazioni, oggi nascoste da fogliame ed alberi, godevano di ampia visuale. Un esempio lo si ha allorché si raggiunge la sommità di Monte Verde; qui, un’ampia radura consente di “allungare lo sguardo” fin sulla Valle del Tevere e Sansepolcro, uno dei principali obiettivi delle artiglierie tedesche.
Una volta in prossimità della vetta di Monte Verde, si possono avvistare, nell’ordine:

a) sulla destra una prima grande buca, resto di una postazione di tiro;

b) pochi metri prima della sommità: il punto terminale di un trincea, seguendo la quale si arriva sul versante nord-est poco sotto la cima;

c) qui, tre grandi postazioni per il ricovero della truppa (oggi nascoste nel bosco, oltre una recinzione).

E’ consigliabile ora proseguire l’escursione, e raggiungere Monte Macchione, sito di estremo interesse per ciò che riguarda i resti della Linea Gotica, trattandosi di un altro complesso di fortificazioni che conserva quasi tutte le tipologie di postazione costruite dai tedeschi.
Si prosegue sul sentiero CAI 00 scendendo fino alla strada forestale che unisce la strada provinciale di Viamaggio con Pian delle Capanne, e qui si svolta a destra lasciando i segnavia dello “00”. Si scende lievemente sulla strada per poco più di 2 km fino a giungere ai piedi di Monte Macchione, ultimo erto contrafforte del crinale che degrada verso la provinciale e quindi la Valtiberina. Un sentiero di bestiame si stacca a destra: dapprima attraversando il prato e poi guadagnando il pendio meno ripido, si arrampica fino alla cima. Qui giunti, aggirandosi tra gli alberi e la vegetazione (d’estate fitta), sebbene ancora non recuperati sono visibili i resti di 12 postazioni, collegate da trincee. Si tratta per lo più di postazioni di tiro per fucilieri e mitraglieri. Infine, nella parte posteriore del poggio (rispetto al sentierino di accesso), i resti di un ricovero per la truppa e di una casamatta sotterranea, il cui ingresso però è in parte franato. Per la visita a Monte Macchione, in ogni caso, è consigliabile chiedere informazioni in loco agli accompagnatori del Parco.
Il ritorno è previsto sullo stesso percorso per complessive 4 ore di cammino; chi invece avesse a disposizione più automobili, per ridurre l’impegno fisico potrebbe lasciarne una in prossimità dell’incrocio della forestale con la provinciale, e terminare così in pochi minuti l’escursione.

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